Chi siamo

Come fare il 1° Marzo 2014

Bakeca

Contatti

Milano - Primo Marzo

sabato 25 febbraio 2012



PRESIDIO
in piazza Duomo
Giovedì 1° Marzo
dalle 17,30 alle 19,30




Il primo marzo del 2010 e 2011 in decine di città italiane lavoratori migranti e italiani hanno scioperato assieme contro il razzismo istituzionale della legge Bossi-Fini.
Migliaia di persone hanno manifestato con i migranti, mostrando che anche nella crisi si può lottare insieme per i diritti di tutti.
La data del primo marzo è diventata così un punto di riferimento importante:
anche quest’anno vogliamo che il 1° Marzo sia un giorno di mobilitazione e di rivendicazione.
E’ ora di dire con chiarezza che il razzismo non è solo un fenomeno culturale, ma che si appoggia su leggi e provvedimenti amministrativi che considerano i migranti solo come braccia da sfruttare:
Occorre cambiare radicalmente questo stato di cose che produce sfruttamento e clandestinità.
La condizione dell'immigrato non è separata da quella di tutti gli altri.
La clandestinità politica dei migranti e il razzismo istituzionale hanno reso tutti più insicuri.
PER:
È così, nel contratto di soggiorno per lavoro e nella costituzione dei CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione).
E’ stato così, nella sanatoria truffa del 2009 e nella logica dei flussi.
E’ stato così, nella creazione dell’emergenza profughi dopo le rivoluzioni in Nord Africa e nel mancato riconoscimento di fatto del diritto d’asilo.
È così, per i figli dei migranti che rivendicano/chiedono il diritto di cittadinanza.
E’ così, nel principio del permesso di soggiorno “a punti” e nella tassa sul permesso di soggiorno, che vorrebbero scaricare sul salario dei migranti il costo di queste politiche.

1. L’abrogazione della legge Bossi-Fini e la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro;
2. La chiusura di tutti i CIE;
3. Il diritto di cittadinanza ai bambini nati in Italia;
4. Dire NO al permesso a punti;
5. Dire NO a nuove tasse per il rinnovo del permesso di soggiorno;
6. La regolarizzazione di chi non ha un permesso di soggiorno, senza truffe;
7. Il riconoscimento della protezione umanitaria per i rifugiati;
8. Il diritto di voto amministrativo agli immigrati residenti.

OTM_move parade 1 marzo 2012

venerdì 24 febbraio 2012




Oggi in Italia c'è una legge, la Bossi-Fini, che tiene sotto ricatto milioni di migranti che vivono e lavorano in questo paese. Guardatevi intorno, coetanei, amici, compagni di banco che compiuti 18 anni rischiano di essere cacciati via dall'Italia se non trovano lavoro entro sei mesi! I loro genitori e parenti a causa della crisi economica perdono il posto di lavoro diventano clandestini!

I politici, di destra e di sinistra, parlano di cittadinanza per i figli dei migranti che nascono in Italia, parlano di integrazione, parlano di lotta alla precarietà, parlano, parlano, parlano...ma si è visto qualcosa? NO! Tutti parlano ma nessuno agisce.

E' ARRIVATO IL MOMENTO DI MUOVERSI, DI PRENDERE IN MANO IL NOSTRO FUTURO! Cosa vogliamo ottenere? L'ABOLIZIONE DELLA BOSSI-FINI E LA CITTADINANZA SUBITO! Per chi nasce qui e anche per chi è arrivato qui da piccolo, per chi lavora in questo paese da 20 anni e ancora è considerato uno straniero, un cittadino di serie B!

1 MARZO giorno di FESTA e di LOTTA! Parata musicale mattutina concerto Hip-Hop con grandi ospiti il pomeriggio!! Aspettiamo tutti e tutte, migranti e italiani! Tutti presenti con un unico scopo LOTTARE UNITI!

Padova - Verso il Primo Marzo

La conferenza stampa delle associazioni insieme ad i profughi provenienti dalla Libia.


Scegliere il proprio futuro è la sfida che ogni giorno affrontano milioni di persone in questo paese: precari o “garantiti”, lavoratori autonomi o subordinati, autoctoni o migranti.

Per questo, il prossimo primo marzo, da tre anni giornata di mobilitazione per i diritti dei migranti, saremo sotto la prefettura per costruire una piazza che unisce.

Per rivendicare il diritto di scelta per i milioni di migranti che in questo paese sono costretti a subire la minaccia dell’espulsione, ad accettare condizioni di lavoro indegne, a subire il razzismo e la criminalizzazione, a vivere nell’ombra della clandestinità o tra le tante forme dello sfruttamento contemporaneo, a subire il ricatto di una legge ingiusta, la Bossi-Fini, che produce clandestinità.

Con noi ci saranno i richiedenti asilo approdati sulle nostre coste dalla Libia dopo che la guerra li ha costretti a fuggire, che chiedono il diritto di restare, il rilascio di un permesso di soggiorno umanitario che li sottragga dalla clandestinità

Facciamo appello a tutti perché piazza antenore il prossimo primo marzo si trasformi nella piazza dei diritti della dignità e della democrazia.

Razzismo Stop - Reality Shock – Avvocato di Strada – Zattera Urbana – Adl Cobas - Circolo del Manifesto – Brigate di solidarietà Attiva - Coordinamento Nessuno è Illegale – Ass

- Guarda i video della conferenza stampa
http://www.meltingpot.org/articolo17431.html

Palazzo San Gervasio - Il Viaggio Naufragato

martedì 21 febbraio 2012



Ridateci I 18.000.000,00 Di Euro Per I Nuovi Braccianti E Chiudete I CIET Di Palazzo San Gervasio E Di Santa Maria Capua Avetere.



Il Viaggio naufragato: Ridateci i 18.000.000,00 di Euro per i Nuovi Braccianti e chiudete i CIET di Palazzo San Gervasio e di Santa Maria Capua Avetere.
Armistice signed here sept 1943 Italy - Allies

Gervasio Ungolo (Osservatorio Migranti Basilicata)
 Si caricano le poche masserizie, le sole che i nuovi braccianti riescono a trasportare. Molti suppellettili vanno lasciati, quelli ingombranti, difficili da caricare su di un treno o su una corriera. Si sbrigano le ultime faccende prima di partire. Si disfa l’area delimitata a moschea, si bruciano le ultime paia di scarpe non più buone, gli ultimi pantaloni imbrattati di fango, sudore e fatica. Alcuni si fanno accompagnare in paese per prendere la corriera altri in stazione. Tutti si muovono verso sud, verso lo Stretto, un lembo di mare che separa la Calabria dalla Sicilia, Regio da Messina, il Continente dall’Isola. Lo si attraversa sul ponte, non quello mangia soldi, ma della nave che li traghetta, ascoltando il vento che viene dal continente africano. Si tende l’orecchio per riconoscerne i suoni, si aguzza l’olfatto sperando di incrociare odori familiari. L’isola è molto più vicina al loro continente che non all’Italia.
Ci si muove verso Cassibile, agglomerato popoloso ancora frazione della provincia di Siracusa, e a sud di questa. Famosa perché in questa cittadina cresciuta ai lati della Via Nazionale fu firmato l’armistizio tra le Forze Armate Italiane e gli Alleati, stretta tra le attività agricole primizie e quelle balneari. Qui si coltiva la Patata Novella di Cassibile e insieme ad essa lo sfruttamento della mano d’opera.
Dalle poche notizie possiamo solo dirvi che dieci sono le tende montate dalla Croce Rossa nei pressi dello svicolo dell’autostrada Siracusa-Gela, strettamente destinata ai “regolari” perché agli “irregolari” ai “clandestini” non spetta neanche questo telo per coprirsi. Però servono le loro braccia.
Volendo stimare i costi di questa nuova tendopoli: ogni tenda costa, per l’accoglienza, circa nove mila euro, dei novantamila stanziati; ogni posto tenda, dei 120 previsti, settecento cinquanta euro; ogni giorno di ospitalità per un lavoratore circa dieci euro dei settanta giorni di apertura dell’accampamento. Seguendo poi questo flusso di sovvenzionamenti ci accorgiamo che in realtà il nuovo bracciante intercetta, di questi solo pochi centimetri quadrati di telo e di spazio da dover condividere ad altre 12 persone (Rete Antirazzista Catanesehttp://www.osservatoriomigrantibasilicata.it/?p=3114 ), il grosso ritorna nelle casse della comunità.   Se dividiamo questo impegno pubblico per l’accoglienza delle braccia necessarie ai lavori agricoli nel siracusano, in questi due mesi e mezzo di lavoro, alcune migliaia di nuovi braccianti si vedranno destinare solo pochi centesimi.
Non volendo fare il contabile è impressionante come invece si spendono 18.000.000,00 (diciotto milioni) di euro per rinchiudere fino a 18 mesi 350 migranti con un costo diretto di circa 80, 00 euro al giorno, escluso i costi di sorveglianza e controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine.

Imola - Primo Marzo 2012


Partecipa al 1° Marzo 2012!!!



La data del primo marzo è diventata un punto di riferimento importante: anche quest’anno vogliamo che sia un giorno di mobilitazione e sperimentazione di nuove forme di lotta.
Questo è ancora più importante dopo i pogrom di Rom come quello di Torino e l’uccisione a Firenze di Samb Modou e Diop Mor. Un omicidio razzista che ha visto una grande reazione il 17 dicembre, guidata da migliaia di migranti scesi in strada a Firenze.
E’ ora di fare chiarezza e dire che il razzismo non è solo un fenomeno culturale, ma si appoggia su leggi e provvedimenti amministrativi che considerano i migranti come braccia da sfruttare o nemici da combattere.
La clandestinità politica dei migranti e il razzismo istituzionale hanno reso tutti più insicuri. Per questo vogliamo scendere nuovamente in piazza assieme e allargare la mobilitazione contro una precarietà sempre più diffusa.
Le lotte portate avanti dai migranti in questi anni hanno insegnato che non ci possono essere miglioramenti reali senza il protagonismo diretto.
Nella crisi economica e di fronte a leggi che producono razzismo e divisioni, vogliamo rilanciare un movimento che porti a cambiare questo stato di cose.
Per questo lanciamo una mobilitazione diffusa in tutta Italia, nello spirito della Carta dei Migranti approvata a Gorée (Senegal) e sulla base di alcuni principi condivisi:

  • Per l’abrogazione della legge Bossi-Fini, la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro e la chiusura di tutti i CIE in Italia e in Europa;
  • Per la cittadinanza immediata ai bambini nati in Italia;
  • Per dire no al permesso a punti e a nuove tasse sul rinnovo del permesso di soggiorno;
  • Per una regolarizzazione generale di chi non ha un permesso di soggiorno, senza truffe e senza produrre altre gerarchie, per il riconoscimento di fatto del diritto d’asilo senza ritardi, lungaggini e discrezionalità;
  • Per contrastare la precarietà e un welfare basato sullo sfruttamento e l’esclusione di alcuni;
  • Per costruire insieme uno sciopero di tipo nuovo ancora più grande, capace di unire e cambiare questo stato di cose.

Per sottolineare l’importanza del lavoro migrante vi chiediamo di partecipare a questa giornata:
  • Astenendovi dal lavoro
  • Indossando un nastro giallo al braccio (il giallo è stato scelto come colore di questa giornata)

Vi invitiamo ad essere presenti
Giovedì 1° Marzo 2012
- al presidio in Piazza Caduti per la Libertà (sotto l’Orologio) ore 17.30
- all’assemblea pubblica presso la Sala Aurora (Via C. Morelli, 19) ore 18.30
Comitato 1° Marzo – Imola
Cell.: 328 7152026 (Olawale Oladejo)

Firenze - Giornata di mobilitazione per il Primo Marzo 2012







La giornata del 1° Marzo, giunta alla sua terza edizione, rappresenta un momento di impegno e di lotta contro ricatti e sfruttamento, una mobilitazione unitaria di migranti e “autoctoni” che mette al centro il lavoro in quanto terreno di lotta per affermare i diritti di tutti e di tutte: diritto a vedersi riconosciuta la propria identità personale e sociale, diritto ad esercitare la libertà di scelta, diritto alla diversità.
Nel nostro paese si sta diffondendo un clima di intolleranza razzista e di discriminazione, una cultura, anche istituzionale, che addita nei migranti la causa di molti nostri problemi economici e sociali, problemi che pesano in primis proprio sui cittadini stranieri, come sulle fasce più fragili ed esposte della società.
Le leggi emanate negli ultimi anni (in particolare la Bossi-Fini, ma anche il cosiddetto pacchetto-sicurezza), l’azione di alcune forze politiche, il comportamento di parte dei media, con la diffusione di allarmi ingiustificati e l’uso di un linguaggio spregiativo, hanno dato un contributo determinante al diffondersi di una situazione pesantemente discriminatoria.
E’ in questo clima che maturano episodi di aggressioni violente, come i tragici fatti del 13 dicembre a Firenze: non un gesto di follia, ma il prodotto di una cultura politica fascista e razzista, che inneggia alla prevaricazione, alla violenza, alla differenza fra “razze”.
I cittadini stranieri sono spesso sottoposti a condizioni di pesante disagio su più fronti, dalla casa al lavoro, all’accesso ai servizi e alle istituzioni scolastiche. I lavoratori e le lavoratrici immigrati, pur rappresentando una risorsa determinante per la nostra società, non solo vengono retribuiti meno degli italiani, ma si trovano costantemente in condizioni di fragilità e di ricattabilità e pagano più di tutti il prezzo della crisi: migliaia di loro rischiano di perdere, insieme al lavoro, anche il permesso di soggiorno, e dunque il diritto a rimanere nel posto che hanno scelto per vivere, mentre coloro che non hanno il permesso vengono criminalizzati con l’etichetta di “clandestino”, e consegnati quindi nelle mani di chi, agendo nella più totale illegalità e impunità, sfrutta il lavoro nero.
E’ vergognoso che lo stato italiano abbia incamerato i soldi versati dai migranti per una sanatoria che si è rivelata una truffa a cui ancora non si è posto rimedio: non solo è assente una politica dell’accoglienza che riconosca a tutti il diritto a vivere dignitosamente, ma proprio dall’immigrazione si cerca di trarre il massimo vantaggio a favore di un sistema economico che continua a rastrellare risorse nelle fasce più deboli della popolazione. Come è vergognoso che l’attuale governo, nonostante le dichiarazioni in merito, non abbia trovato la volontà e la capacità di cancellare l’odiosa norma che impone una tassa sul permesso di soggiorno: un altro provvedimento legislativo di marca razzista, che insiste nel discriminare le persone in base alla loro provenienza.
Rimane tuttora non risolta la questione della cittadinanza: a centinaia di ragazze e ragazzi nati o cresciuti in Italia non vengono riconosciuti gli stessi diritti dei loro coetanei, e viene loro sottratta in questo modo la possibilità di progettare la propria vita. A famiglie che vivono in Italia da anni, dando il loro contributo di lavoro e di idee, viene negata la possibilità di scegliere attraverso il voto i propri rappresentanti, cioè di partecipare a pieno titolo alla vita democratica e civile del paese.
Incompiuta rimane anche l’accoglienza della cosiddetta “Emergenza Nord Africa”, durante la quale migliaia di persone fuggite dalla guerra sono giunte nel nostro paese e, sia pur in mancanza di un coordinamento efficace e contro le volontà di respingimento, sono state accolte da molte realtà territoriali, ma in seguito non hanno potuto usufruire di una protezione umanitaria e ancora rimangono, a distanza di un anno, nel limbo di una richiesta di asilo dall’esito incerto.
La Carta Mondiale dei migranti, approvata nel febbraio 2011 a Gorée, frutto dell’ esperienza migratoria e del confronto di tanti uomini e donne, sancisce la libertà delle persone di potersi muovere liberamente nel pianeta e la necessità che la piena cittadinanza sia riconosciuta in base alla residenza e non alla nazionalità; si tratta di principi fondamentali, proclamati per la prima volta dai protagonisti stessi dei movimenti migratori, e con questi gli Stati si devono confrontare.  
Il 1°Marzo deve essere un momento di mobilitazione di tutte le forze democratiche e antirazziste, associazioni, istituzioni, partiti, movimenti, per dire NO con forza allo sfruttamento del lavoro migrante, al razzismo politico, ai comportamenti discriminatori delle istituzioni, e per affermare i diritti sanciti dalla nostra Costituzione per tutte le persone che vivono nel nostro paese: diritto al lavoro, alla casa, all’istruzione, diritto di asilo, diritto alla libertà di espressione.
Firenze ha espresso con forza il suo rifiuto del razzismo e della violenza, con la grande manifestazione del 17 dicembre, che ha visto in piazza 18.000 persone, in risposta al brutale attacco alla convivenza civile e alla vita stessa dei migranti.
Invitiamo dunque tutte le realtà che sono espressione del tessuto democratico della nostra città e tutte le persone che credono nella costruzione di una società di uguali a partecipare fin d’ora alla costruzione della manifestazione che si svolgerà a Firenze nella giornata di mobilitazione nazionale del 1°Marzo.

Comitato Primo Marzo Firenze Rete Antirazzista Firenze
ADESIONI:

Rete Antirazzista di Firenze
Missionari Comboniani
Comunità Senegalese in Toscana
Laici Comboniani
Ass. Fuori Binario
Ass. Straniamenti
Ass. Tessere culture Onlus
Ass. Rom chiesa Valdese
ISF-Firenze
Ass. Altro Diritto
Consiglio degli Stranieri Calenzano
Comune di Campi Bisenzio
perUnaltracittà
PD metropolitano fiorentino
Meeting Point Campi Bisenzio
Arci Ragazzi
L'Associazione Contigo Peru
Ass. FAT (federazione Africana in Toscana)
Ass. Filo Rosso

Firenze - verso il Primo Marzo 2012





La giornata del 1° Marzo è un momento di impegno e di lotta contro
ricatti e sfruttamento, una mobilitazione unitaria di migranti e
“autoctoni” che mette al centro il lavoro in quanto terreno di lotta
per affermare i diritti di tutti e di tutte.
Il Comitato Primo Marzo-Firenze e la Rete Antirazzista Fiorentina
invitano tutte le espressioni del tessuto democratico della nostra
città e tutte le persone che credono nella costruzione di una società
di uguali a partecipare fin d’ora alla costruzione della
manifestazione che si svolgerà a Firenze nella giornata di
mobilitazione nazionale del 1°Marzo.
 
PER LA DIFESA DEL LAVORO MIGRANTE
PER I DIRITTI DI TUTTE E DI TUTTI
 
MERCOLEDI’ 22 FEBBRAIO ore 20
alla Casa del Popolo dell’Isolotto
via Maccari 104
 
 
CENA - BUFFET  con piatti per tutti i gusti!!
 
Interverranno: Donne in cammino-Voci dal futuro, Musiquorum, Fani, I loschi
 
Saranno proiettate: tavole dal fumetto "Alain e i Rom", di Guilbert,  
Keler e Lemercier
Materiali audiovisivi della Rete Antirazzidta
 
Costo della cena 12 euro
 
Per programmare meglio la preparazione vi preghiamo di prenotare  
scrivendo a: giuntig@virgilio.it
oppure telefonando  Gianna : 3382557556

Napoli - Primo Marzo 2012


PRIMO MARZO 2012: MOBILITAZIONE CONTRO IL RAZZISMO ISTITUZIONALE E LA PRECARIETA’

“Il razzismo istituzionale è stato definito come quel complesso di leggi, costumi e pratiche vigenti che sistematicamente riflettono e producono le disuguaglianze nella società. Se conseguenze razziste sono imputabili a leggi, costumi e pratiche istituzionali, l’istituzione è razzista sia se gli individui che mantengono queste pratiche hanno intenzioni razziste, sia se non le hanno”.
MacPherson Report

Il primo marzo è una giornata di azione contro ogni forma di “razzismo di Stato”.

Da ormai molti anni nel dibattito politico italiano l’immigrazione è diventato uno degli argomenti più discussi e una delle emergenze prioritarie. L’azione dello Stato si è sviluppata sotto forma di strumenti di controllo, più che di interventi volti a fronteggiare le esigenze della nuova convivenza, attraverso una legislazione sull’immigrazione poco attenta ai diversi percorsi di integrazione delle realtà locali e a attraverso un uso inefficace delle sanatorie e degli interventi delle forze dell’ordine. Le politiche di controllo e di sanzione dell’irregolarità godono di ingenti risorse finanziarie, mentre l’inserimento degli immigrati è considerato come investimento di secondaria importanza. In nome del mantenimento dell’ordine pubblico, l’immigrato diventa un potenziale nemico da tenere sotto stretta sorveglianza ed in condizione di totale incertezza circa la permanenza all’interno dello Stato.
La condizione migrante non è separata da quella di tutti gli altri, ma con la sua specificità mostra tendenze e dinamiche che coinvolgono tutti, in particolare sul terreno del lavoro. D’altro canto la condizione dei migranti è diversa da quella di tutti gli altri, perché solo per i migranti la precarietà e la crisi economica possono portare alla detenzione amministrativa e mette a rischio il permesso di soggiorno. Fuori da ogni retorica della solidarietà, quindi, riconosciamo che la clandestinità politica dei migranti e il razzismo istituzionale hanno reso tutti più insicuri. Per questo vogliamo scendere nuovamente in piazza assieme e allargare la mobilitazione contro una precarietà sempre più diffusa.

Per l’abrogazione della legge Bossi-Fini, del pacchetto sicurezza e la chiusura di tutti i CIE in Italia e in Europa;
  • Per la cittadinanza immediata ai bambini nati in Italia;
  • Per una regolarizzazione generale di chi non ha un permesso di soggiorno, senza truffe e senza produrre altre gerarchie, per l’emanazione di una legge organica sul diritto d’asilo;
  • Per il permesso di soggiorno per motivi umanitari per i rifugiati provenienti dalla Libia;
  • Contro la precarietà, e per un welfare non basato sullo sfruttamento e l’esclusione di alcuni;
  • Contro la repressione degli ambulanti;
  • Contro il permesso a punti e nuove tasse sul rinnovo del permesso di soggiorno;

Manifestazione Primo marzo 2012: Appuntamento alle ore 9,00 alla Piazza Garibaldi.

Bologna - assemblea verso il Primo Marzo 2012

sabato 18 febbraio 2012



NUOVO GOVERNO, VECCHIA LEGGE: COSA CAMBIA PER I MIGRANTI?
ASSEMBLEA VERSO IL 1 MARZO
SABATO 25 FEBBRAIO ORE 14.30 – CENTRO SOCIALE MONTANARI
VIA DI SALICETO 3/21 A BOLOGNA
Dall’insediamento del governo Monti, si dicono tante cose sulla possibilità di concedere la cittadinanza ai figli dei migranti nati in Italia, sull’eventualità di allungare il permesso di soggiorno per ricerca lavoro, sull’intenzione di rivedere la tassa sul rinnovo del permesso di soggiorno, che era stata approvata con il pacchetto sicurezza del ministro Maroni. Per ora sono solo affermazioni a mezzo stampa che lasciano  i migranti in una situazione di incertezza e di speranza. Avere la cittadinanza per chi è nato in Italia sarebbe una conquista perché eviterebbe ai loro figli di sottostare al ricatto del contratto di soggiorno per lavoro o l’iscrizione universitaria per il permesso di studio. Nell’attuale contesto di crisi economica, avere un permesso di soggiorno per ricerca lavoro della durata di un anno – anziché sei mesi – darebbe una boccata di ossigeno. La tassa sul permesso di soggiorno, qualsiasi sarà la cifra decisa dal governo, andrà comunque a sommarsi ai 30 euro che oggi dobbiamo pagare alle Poste: 30 euro a una società privata solo per consegnare la domanda!! Ma perché ancora una volta si chiede ai migranti di pagare qualcosa in più delle manovre che già colpiscono tutti?
Nonostante le diverse dichiarazioni dei ministri, però, niente di tutto questo è certo. Quello che è sicuro è che il razzismo istituzionale non è scomparso, e la legge Bossi-Fini continua ad operare come una grande fabbrica di clandestinità e di precarietà. Anzi, il contratto di soggiorno per lavoro agisce con maggiore forza nella crisi economica perché impone di accettare salari e condizioni di lavoro sempre peggiori, produce maggiore precarietà nel lavoro e nell’esistenza: oltre al lavoro e alla casa (in affitto o con un mutuo), molti migranti hanno perso anche il permesso o rischiano di perderlo, molte donne con permessso di soggiorno di ricongiungimento familiaresono dovute tornare con i loro figli nel paese di provenienza perché il reddito non era sufficiente. Chi ha finito o sta per finire le scuole superiori si trova di fronte  ad una legge che produce solo ricatti: sul lavoro, nello studio, in famiglia!
 Questo succede sulla pelle dei migranti, ma rende tutti più precari e insicuri!
 In questa situazione dobbiamo prendere nuovamente parola, perché questi anni ci hanno insegnato che non ci saranno miglioramenti importanti senza il protagonismo dei migranti: se con questo governo ci sono delle possibilità di migliorare, siamo noi che dobbiamo farle diventare realtà; se partiti, sindacati e associazioni pensano che siano sufficienti piccoli cambiamenti, siamo noi che dobbiamo farci sentire, per dire che pretendiamo che lottino finalmente con noi contro tutto il razzismo istituzionale.
 Per questo vi invitiamo a discutere e affrontare insieme i problemi e decidere le prossime iniziative verso la data del primo marzo, il giorno che gli scorsi due anni ha visto migranti e italiani per la prima volta uniti nello sciopero contro la legge Bossi-Fini.
Contro il razzismo istituzionale
Per i diritti e la libertà di tutti e di tutte
Assemblea
SABATO 25 FEBBRAIO – ORE 14.30
Centro sociale Montanari, via di Saliceto 3/21 Bologna
Organizza COORDINAMENTO MIGRANTI BOLOGNA E PROVINCIA
www.coordinamentomigranti.org – tel. 327.57.82.056

Appello per un incontro a Catania fra le realtà antirazziste sul lavoro migrante nelle campagne meridionali

In vista del 1 marzo 2012

Dal 2006 interveniamo a Cassibile per denunciare la piaga del caporalato nel siracusano durante la stagione della raccolta delle patate (aprile/giugno); come ogni anno le istituzioni attrezzano tendopoli per "accogliere" 100/150 migranti (su una presenza di 700/1000) durante l'emergenza, naturalmente l'accoglienza viene garantita solo ai "regolari" e nessuno si pone il problema della verifica dell'assunzione regolare nel lavoro; due anni fa lanciammo la campagna delle patate solidali attraverso alcuni GAS per disincentivare le ditte che non mettono in regolare i lavoratori, ma per avere un minimo d'incidenza sarebbe necessario un coordinamento strutturato fra l'associazionismo siracusano e siciliano. Consideriamo grave l'indifferenza locale che ha rimosso l'eroica lotta dei braccianti siracusani, che riuscì a debellare le piaghe delle gabbie salariali e del caporalato e che costò la vita ad Angelo Sigona e Giuseppe Scibilia il 2/12/1968 ad Avola, a pochi Km da Cassibile.

Dopo le rivolte negli anni scorsi dei migranti a Castelvolturno ed a Rosarno e la significativa esperienza nell'estate scorsa a Nardò, nel Meridione si stanno esprimendo incoraggianti livelli d'autorganizzazione dei migranti e pensiamo che le reti solidali e l'associazionismo antirazzista possano sostenere questi percorsi promuovendo lo scambio d'esperienze ed il coordinamento delle iniziative.

Proponiamo un primo incontro a Catania domenica 26/2 dalle ore 11 in via Coppola 6 (c/o piazza teatro Massimo, angolo via di Sangiuliano) nella sede di Officina Rebelde.

Per organizzare l'incontro del 26 e le iniziative per il 1 marzo indiciamo una riunione mercoledì 22 alle ore 19 in sede, via Caltanissetta 4.

Rete Antirazzista Catanese – 3803266160alfteresa@libero.it
 
 

CIE e CARA istruzioni per l`uso. Trapani 20 febbraio

Workshop gratuito per giornalisti
CIE e CARA istruzioni per l`uso. Trapani 20 febbraio
terrelibere.org terrediconfine - autore dell"articolo Raffaella Cosentino
Proseguono gli incontri di formazione per giornalisti "CIE e CARA – Istruzioni per l'uso ?" a cura della campagna LasciateCIEntrare in collaborazione con la Federazione nazionale della stampa italiana e l`Ordine nazionale dei Giornalisti. Prossimo appuntamento a Trapani il 20 febbraio.
Dopo il successo della campagna con la rimozione del divieto di accesso alla stampa a tutti i centri per migranti, dal dicembre 2011 i giornalisti possono di nuovo chiedere l`autorizzazione ai prefetti per visitare i centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) e i centri di identificazione e di espulsione (Cie), che sono invece dei luoghi di detenzione amministrativa.

LasciateCIEntrare
CIE e CARA – Istruzioni per l`uso.
Incontro di formazione ed approfondimento con i giornalisti.
Trapani – lunedì 20 febbraio 2012 – ore 10.00
Presso: Il Caffè Sotto il Mare - Circolo Arci, Via Libertà 78 - Trapani

Programma del workshop

INTRODUZIONE E SALUTI
10,00 Accoglienza e registrazione
10,15 Saluto di apertura da parte di Mariza D`Anna – Segretaria provinciale Associazione Stampa Sicilia
10,30 Raffaella Cosentino – campagna LasciateCIEntrare - Brevi cenni della campagna realizzata nel 2011, la mobilitazione, l`abrogazione della Circolare n. 1305, lo sviluppo della fase di informazione e sensibilizzazione in Italia e la rete a livelo europeo

FORMAZIONE
10,45 Prof. Fulvio Vassallo Paleologo – giurista ASGI e docente di Diritto di asilo all`Università di Palermo – Normativa in tema di espulsione e detenzione amministrativa (testo unico, regolamento di attuazione, Cedu e direttive); Normativa in tema di diritto di asilo, protezione e Art. 18; Diritti Umani inviolabili e casi si inespellibilità; informazioni sui singoli centri e sulle realtà che lavorano sul territorio, enti gestori e regolamenti
11,30 Stefano Galieni, giornalista di Liberazione - testimonianza sul Cie Serraino Vulpitta
12,00 Valeria Bertolino- operatrice umanitaria
12,30 Domande e chiusura dei lavori

Raffaella Cosentino, "CIE e CARA istruzioni per l`uso. Trapani 20 febbraio", terrelibere.org, 17 febbraio 2012, http://www.terrelibere.org/terrediconfine/cie-e-cara-istruzioni-per-luso-trapani-20-febbraio







 

Razzismo istituzionale:come e dove in Italia ed in Europa

lunedì 13 febbraio 2012


“Il razzismo istituzionale è stato definito come quel complesso di leggi, costumi e pratiche vigenti che sistematicamente riflettono e producono le disuguaglianze nella società. Se conseguenze razziste sono imputabili a leggi, costumi e pratiche istituzionali, l’istituzione è razzista sia se gli individui che mantengono queste pratiche hanno intenzioni razziste, sia se non le hanno”.
MacPherson Report
Iniziativa promossa dalla rete primo marzo

Migranti e precari, insieme per la stessa causa
È semplicistico additare come «razzista» l’uomo che offende ed aggredisce un altro uomo solo perché lo sente «diverso», più difficile è cogliere leggi, procedure burocratiche e prassi amministrative che costruiscono e consacrano la disuguaglianza. Dare un nome alle cose serve a riconoscerle e a cambiarle.
Per questo, nell’ambito della movimentazione del terzo anno di sciopero degli stranieri, la rete I marzo intende riflettere sul tema lanciando il primo di una serie di appuntamenti in programma a Palermo, Napoli e Milano. Ricordiamo inoltre che il movimento Primo Marzo è stato uno dei convinti sostenitori della giornata mondiale contro il razzismo , il 18 dicembre, che ha mobilitato numerose persone in tutto il mondo adottando la carta mondiale dei migranti. S’inizia quindi sabato 18 Febbraio a Bologna discutendone con:
  • - Cécile Kyenge Kashetu - Portavoce nazionale primo marzo, Associazione Giù le Frontiere
  • - Clelia Bartoli - docente di "Diritti umani" nella facoltà di giurisprudenza dell'università di Palermo
  • - Alessandra Ballerini – Avvocato ASGI
  • - Sara Saleri - European Alternative Italia
  • - Pap Diaw - ingegnere, rappresentante comunità senegalese di Firenze
  • - Mirco Pieralisi - insegnante, consigliere comunale Bologna.
  • - Giorgio Grappi e Sene Buz - Coordinamento Migranti Bologna
L’Italia è permeata di casi di razzismo istituzionale: un’insieme di leggi, procedure burocratiche e prassi amministrative che costruiscono e consacrano la disuguaglianza: tracciano una linea divisoria nella popolazione tra chi ha diritti e chi dispone solo di concessioni temporanee, tra chi ha piena cittadinanza e chi ne è escluso. Migranti, donne, precari, omosessuali, anziani, malati, emarginati: sono tutti vittime di una disparità sistemica. L’idea del primo convegno sul razzismo istituzionale è quella di condividere la denuncia di tali prassi per avviare un progetto culturale ampio capace di coinvolgere sia coloro che sentono lesi i propri diritti a causa della discriminazione istituzionale, sia le stesse istituzioni, per costruire assieme una riflessione comune che porti a mutare questo stato di cose.

Access to Detention Centres for Migrants in Europe

domenica 12 febbraio 2012

LasciateCIEntrare “CIE e CARA – Istruzioni per l’uso ?”

sabato 11 febbraio 2012


Incontro di formazione ed approfondimento con i giornalisti


Bologna – 18 febbraio 2012 – ore 9.30

Ordine dei Giornalisti dell'Emilia-Romagna
Strada Maggiore 6 - 40125 - Bologna
Tel.: +39 051 235461

Programma del workshop

INTRODUZIONE E SALUTI

09,30 Accoglienza e registrazione

09,45 Saluto di apertura da parte di Serena Bersani – Associazione Stampa Emilia Romagna e da parte di Gerardo Bombonato, presidente Ordine dei Giornalisti Emilia Romagna

10,00 Gabriella Guido – campagna LasciateCIEntrare - Brevi cenni della campagna realizzata nel 2011, la mobilitazione, l’abrogazione della Circolare n. 1305, lo sviluppo della fase di informazione e sensibilizzazione in Italia e la rete a livelo europeo

10,15 Cécile Kyenge Kashetu - portavoce nazionale PRIMO MARZO e referente per la campagna LasciateCIEntrare a livello europeo
Comunicato da parte del Garante dei Diritti dei Detenuti sui CIE nella Regione Emilia Romagna

FORMAZIONE

10,30 CARTA DI ROMA – Filippo Miraglia (ARCI)

10,45 Alessandra Ballerini – Avvocato ASGI – Normativa in tema di espulsione e detenzione amministrativa (testo unico, regolamento di attuazione, Cedu e direttive); Normativa in tema di diritto di asilo, protezione e Art. 18; Diritti Umani inviolabili e casi si inespellibilità; informazioni sui singoli centri e sulle realtà che lavorano sul territorio, enti gestori e regolamenti

11,30 Nazzarena Zorzella - ASGI Bologna
Andrea Ronchi - Avvocato - CGIL Bologna

INTERVENTI

12,00 Riccardo Bottazzo - Giornalista
Gabriele Del Grande - Giornalista (collegamento via Skype)
Carla Martini - testimonianza volontaria all'interno del Cie di bologna ( SOS Donne)

13,00 Apertura a domande, interventi e dibattito

13,30 Chiusura dei lavori

Per informazioni:
Gabriella Guido – 329.8113338 - ggabrielle65@yahoo.it
Raffaella Cosentino – 333.7401795 - raffaella.cosentino@gmail.com

Firenze - Aspettando il Primo Marzo

venerdì 10 febbraio 2012

MERCOLEDI 15 FEBBRAIO ALLE ORE 21

CASA DEL POPOLO LA LOGGETTA VIA ARETINA 301

proiezione del film BENVENUTI IN ITALIA: un altro sguardo sull’accoglienza cinque cortometraggi scritti, girati e diretti da ragazze e ragazzi immigrati in Italia


interverranno:

DAGMAWI YIMER, filmmaker etiope

un rappresentante della Comunità dei Senegalesi di Firenze


Comitato Primo Marzo di Firenze
in collaborazione con il Circolo La Loggetta