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L'Italia sono anch'io

sabato 21 gennaio 2012


D-day 4 - Sabato 21 gennaio

Giornata nazionale di raccolta firme


Sabato 21 gennaio i promotori della Campagna “L’Italia sono anch’io” organizzano la quarta giornata nazionale di raccolte firme a sostegno dei due progetti di legge di iniziativa popolare sui diritti di cittadinanza e il diritto di voto alle elezioni amministrative per le persone di origine straniera.

Un appuntamento particolarmente importante per il successo della Campagna, entrata ormai nella sua fase finale. A più di un mese e mezzo dalla scadenza, mancano ormai poche migliaia di firme al raggiungimento delle 50.000 necessarie per procedere al loro deposito in Parlamento, con la consegna al Presidente della Camera.

I promotori sottolineano con soddisfazione il favore incontrato dalle tematiche poste al centro della Campagna, il suo radicamento territoriale, con la nascita di tanti comitati unitari in tutta Italia, l’entusiasmo con cui centinaia di volontari si stanno adoperando per la raccolta delle firme, la sensibilità dimostrata dalla più alta carica dello Stato, che ha speso parole importanti a favore della cittadinanza, come pure una parte del mondo della politica e delle istituzioni a tutti i livelli.

Sabato, e nei giorni immediatamente precedenti e successivi, da Alessandria a Roma, da Genova a Messina, da Firenze a Benevento e in decine di altre località, grandi e piccole, verranno promosse iniziative di presentazione della Campagna e di raccolte delle firme.

In attesa del ripristino del sito ufficiale – momentaneamente fuori uso per un problema tecnico – l’elenco delle iniziative (che alleghiamo) verrà pubblicato sui siti del Comune di Reggio Emilia, delle Acli, dell’Arci, di Lunaria e del Cnca (www.municipio.re.it; www.acli.it; www.arci.it; www.lunaria.org; www.cnca.it).

Ricordiamo che la Campagna è promossa da Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco. Sostiene l’iniziativa l’editore Carlo Feltrinelli. Portavoce del Comitato promotore è il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci Graziano Delrio.

Roma, 20 gennaio 2012


L’elenco delle iniziative dove sarà possibile firmare il 21, e nelle giornate immediatamente precedenti o successive


Quarta Giornata Nazionale di Raccolta Firme

prima del rush finale nel mese di febbraio





Pinerolo (To)
Venerdì 20 gennaio
ore 21, presso il Salone dei Cavalieri in viale Giolitti 7
Iniziativa pubblica di presentazione della campagna con raccolta di firme

Verona
Mercoledì 25 gennaio
dalle 17.20 alle 19.00, presso il Polo Giorgio Zanotto all'Università di Verona
Proiezione del film "18 ius soli"
Alla proiezione sarà presente anche il regista del film Fred Kumowu

Reggio Emilia
Sabato 21 gennaio
Ore 21, Teatro Artigiano in via Beethoven, 90 Massenzatico – Reggio Emilia
spettacolo Autoritratto con dedica di Franco Brambilla con Valeria Botazzi, Barbara Nicoli, Elisabetta Vezzani e Marjorie Nornoo. Nel corso dell'evento sarà possibile firmare a sostegno delle due proposte di legge di iniziativa popolare

Genova
Sabato 21 gennaio
Dale ore 9 alle 13, iniziativa di raccolta firme in via Tre Ponti, Genova Sampierdarena (Coop)
Dalle ore 16 alle 19, iniziativa di raccolta firme in Piazza Montano, Genova Sampierdarena
Dalle ore 10 alle 13, iniziativa di raccolta firme in via XX Settembre
Inoltre è possibile firmare tutti i giorni da lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e lunedì, mercoledì, giovedì dalle 14.30 alle 16 presso l'URP, Provincia di Genova , in Salita Santa Caterina, 52 r

Mignanego (Ge)
Presso la sede del Comune è possibile firmare tutti i giorni dal lunedì a sabato dalle ore 9 alle 12 e il giovedì dalle ore 16 alle 17

Vallecrosia (Im)
Martedì 24 gennaio
ore 21 – presso il Cinema/Teatro don Bosco, in via Col. Aprosio 433
"Anche voi foste stranieri”
Incontro con don Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, e presentazione del Dossier Immigrazione di Caritas Italiana. Nel corso dell'evento sarà possibile firmare a sostegno delle due proposte di legge di iniziativa popolare

Firenze
Sabato 21 gennaio
A partire dalle ore 19, “Exfila sono anch'io” proiezioni, suoni e danze per la cittadinanza e il diritto di voto delle persone di origine straniera
Programma
ore 19 – apericinema - proiezione di “18 Ius Soli” e incontro con il regista Fred Kuwornu
interventi di alcuni rappresentanti della campagna 'L'Italia sono anch'io'
a seguire concerto di Tassouma Kono, suoni e danze dall'Africa Occidentale e Arnaux djset
Nel corso dell'evento sarà possibile firmare a sostegno delle due proposte di legge di iniziativa popolare

Roma
Sabato 21 gennaio
Dalle ore 11 alle 16, iniziativa di raccolta firme a Largo di Torre Argentina

Monterotondo (Rm)
Mercoledì 25 gennaio
Presso il Comune per l’intera giornata si raccoglieranno le firme a sostegno delle due proposte di legge di iniziativa popolare

Guardia Sanframondi (Bn)
Domenica 22 gennaio
dalle ore 10 alle 13 iniziativa di raccolta firme in via Municipio

Telese Terme (Bn)
Domenica 22 gennaio
dalle ore 15 alle 19, iniziativa di raccolta firme in viale Minieri ( davanti al Comune)

UNA SOLA RAZZA, QUELLA UMANA

mercoledì 14 dicembre 2011

RAZZA UMANA
Manifestazione contro l'Italia razzista

Quel che è successo ieri a Firenze non è la conseguenza di un'isolata
follia, ma il prodotto dell'intolleranza promossa dal razzismo
istituzionale. Come accaduto pochi giorni fa a Torino con l'incendio
pianificato di un campo Rom e le violenze contro i Tamil a Palermo,
l'uccisione di due senegalesi e il grave ferimento di un terzo,
mostrano che l'intreccio tra razzismo delle istituzioni e razzismo da
bar continua a produrre il suo orrore. Per la legge Bossi-Fini i
migranti sono solo braccia da sfruttare, da riccattare o da richiudere
in un CIE senza documenti. Questa, anche, è la radice del razzismo
presente oggi in Italia: se è lo Stato stesso a fare dei migranti i
nemici, bisogna alzare la voce contro le leggi sbagliate. Mentre si
discute della finanziaria, vogliamo dire a chi pensa che siano
questioni separate, che senza lottare contro il razzismo istituzionale
non sarà nemmeno possibile uscire dalla crisi e dalla precarietà, che
è stata costruita in questi anni anche sulla pelle dei migranti
legando il permesso di soggiorno al contratto di lavoro.
Anche per questo dobbiamo reagire, tornare in piazza a fianco della
comunità senegalese, dei rom e di tutte le vittime del razzismo:
- per lottare assieme a loro contro la cultura dell'odio,
- per una società multiculturale e solidale, che riconosca i diritti
delle persone e la libertà di circolazione,
- per chiedere a questo governo segnali di discontinuità reali
rispetto alla vergognosa politica di quello che lo ha preceduto.

Aderiamo alla manifestazione di sabato 17 dicembre a Firenze in P.zza
Dalmazia alle ore 15:00 e invitiamo tutti a partecipare

Rete Comitati 1° Marzo

Per la libertà di Adama, contro la legge Bossi-Fini

martedì 29 novembre 2011



Per la libertà di Adama, contro la legge Bossi-Fini


Adama è una donna migrante: come donna ha subito violenza dal suo ex-compagno, come migrante è stata ricattata per anni e poi rinchiusa nel CIE di Bologna quando ha coraggiosamente deciso di denunciarlo. Adama non è nuova al coraggio perché come donna migrante ha lasciato il suo paese e vissuto in Italia da clandestina, fino a che la legge Bossi-Fini non le ha rubato la sua libertà. Come rete Primo Marzo ci uniamo all'appello partito da Migranda, una realtà di donne italiane e migranti nata a Bologna proprio durante la mobilitazione verso lo sciopero del primo marzo 2011, per la liberazione immediata di Adama. 
Ci impegniamo a continuare questa lotta fino alla liberazione di Adama e fino a che nessun migrante sia più rinchiuso in un centro di detenzione perché privo di documenti. Nel pretendere la liberazione di Adama non dimentichiamo infatti che se lei è oggi prigioniera in un CIE è per colpa della legge italiana, prima Turco-Napolitano, oggi Bossi-Fini, che hanno istituito i CIE e criminalizzato chi si ritrova senza un permesso di soggiorno. Chi oggi si stupisce di questa situazione è bene che apra gli occhi e abbia il coraggio di trarne le dovute conseguenze. Per questo nel chiedere la sua liberazione ci impegniamo a continuare la lotta per l'abrogazione della legge Bossi-Fini, la chiusura di tutti i CIE e la rottura del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro che rende ricattabili tutti i migranti, nelle case, nelle famiglie, sul posto di lavoro. Questa situazione danneggia anche chi non è migrante rendendo ogni diritto più debole e ogni lavoro più precario. Questa lotta andrà condotta insieme ai migranti in tutta Italia e in tutta Europa, perché sappiamo che i centri di detenzione e il legame tra permesso e lavoro sono parte dalle politiche europee contro i migranti. Per questo rivolgiamo un appello anche a tutte le reti europee, a partire da quelle che hanno costruito le mobilitazioni per il primo marzo, per iniziare da qui a costruire una nuova Europa.

Cronaca della giornata del 2 novembre a Imola

lunedì 7 novembre 2011


Sul ponte delle Acque (accesso all’autodromo) le auto, le biciclette e i pedoni passano appena curiosi di noi che attacchiamo lo striscione del 1° Marzo ad una delle balaustre. Nello striscione, giallo, c’è scritto: “Solo il razzismo ci è straniero”.
Sul parapetto di fronte, invece, mettiamo in fila e fissiamo i cartelli che compongono, ognuno con una lettera, la scritta RAZZA UMANA. E’ un’idea nata per il 1° Marzo 2010 e da allora i cartelli ci accompagnano in ogni iniziativa pubblica del Comitato ad Imola.
Mettiamo i lumini in fila sulla balaustra fino al centro del ponte, sotto al lampione che raggiungeremo quando sarà il momento di lanciare i fiori e i petali. Apriamo il quaderno (in caso qualcuno voglia scrivere un pensiero…), prepariamo il megafono, aspettiamo le cinque. Il sole, intanto, tramonta.
Abbiamo diffuso la notizia anche con un volantino che diceva: “… Porta un fiore e raggiungici sul ponte, la morte di 17.856 persone ti riguarda…”.
Puntualissimi iniziamo la lettura delle 25 pagine tratte dalle 111 che Gabriele Del Grande ha redatto dal 1° novembre 1988 al 27 settembre 2011 sul suo blog, “Fortresse Europe”, segnando meticolosamente tutte le notizie di morti migranti alle frontiere europee, specie nel Mar Mediterraneo.
Venticinque pagine “soltanto” perché abbiamo selezionato quelle che citano direttamente l’Italia, anche come meta, o il territorio italiano, escludendo i morti attorno a Malta, molto probabilmente annoverabili tra i morti verso l’Italia.
La lettura, al megafono, è accompagnata dal suono di un tamburo e un sax. Le persone arrivano e in effetti ognuna porta almeno un fiore. Molti si conoscono ma è difficile conversare sotto il racconto ininterrotto di quelle morti e delle più tragiche ma anche assurde circostanze che le hanno procurate. Così il silenzio prevale tra le persone mentre si fa buio e i lumini risplendono e le auto passano frenando un poco per cercare di capire cosa stia succedendo.
Trasmettiamo sicuramente un’immagine di commemorazione, se non altro per i fiori (molti crisantemi) e per le candele, ma di chi siano i morti che, lì sul ponte, andiamo ricordando, diventa difficile da interpretare.
Sono morti sconosciuti e senza nome e, quel che è forse ancor peggio, molte volte negati, rimossi, cancellati.
Siamo in pochi, al massimo in quaranta, e il corteo che a un certo punto si muove verso il centro del ponte è un’unica ombra scura non troppo grande. Cadono uno alla volta ma anche assieme fiori e petali giù nell’acqua, mentre l’elenco del numero dei morti continua da lontano. Immaginiamo che il fiume porti i nostri fiori al mare, sapendo bene che non sarà così. E anche se davvero qualcuno dei nostri fiori arrivasse all’Adriatico, raggiungerebbe una parte di quel Nostro Mare lontana dalle tragedie di cui stiamo ascoltando, da quei disperati, grandi e bambini, maschi e femmine, aggrappati alle reti per i tonni, mangiati dai pesci e accatastati sopra le tubature dei gasdotti.
Ma nessun luogo è così lontano da non poter essere raggiunto dalla nostra coscienza e la tragedia di queste morti, non solo per il numero, ma soprattutto per le cause, è così grande e sporca che la vergogna immensa e inarrestabile inquina tutto questo mare e risale i fiumi e arriva fino a noi.


Dal quaderno:
… in fondo al mare abbiamo lasciato un pezzo della nostra umanità… nessun voto ai politici che non si impegnino a dare diritti di cittadinanza… è questa indifferenza ad essere tragedia nella tragedia… questo “nostro mare” spazio di speranza e spazio di morte… siamo tutti migranti… ci vuole musica per continuare ad ascoltare l’elenco dei fatti e dei nomi… non si può morire così cercando la vita e la libertà… fiori e petali scivolano leggeri nelle acque del mio fiume: ma il cuore non si alleggerisce… si cantava una volta: “Nostra patria è il mondo interno, nostra legge è la libertà”. Torneremo a cantarlo? Non voglio nessuna frontiera…

Associazione Giù le frontiere
Rete primo marzo Imola

2 Novembre - Per non dimenticare mai

martedì 1 novembre 2011


PER NON DIMENTICARE MAI

GIORNATA DELLA MEMORIA PER I MIGRANTI MORTI

Questa giornata nasce dal desiderio di NON DIMENTICARE MAI i migranti vittime e colpevoli di aver osato cercare un luogo dove vivere meglio.
Dal 1988 sono morti circa 17856 persone nel tentativo di varcare le frontiere dell'Europa. In maggioranza giovani, hanno lasciato il paese di origine in un viaggio di non ritorno. E' lecito domandarsi dove questi giovani siano finiti. 
Da anni infatti, alcune famiglie dall'Africa, dall'Asia, dal sud del mondo continuano ad interrogarsi su queste misteriose scomparse ma il loro appello finisce nel totale disinteresse delle istituzioni dei paesi d'origine e di tutta la stampa e comunità internazionale.
Trappole, centri di detenzione e barriere alle frontiere vengono costruite per fermare il flusso di essere umani dal sud al nord. I migranti vengono cinicamente respinti, lasciati morire, resi oggetto di ogni violenza, privati della loro libertà, confinati. Il mar mediterraneo che per gli  italiani è soprattutto luogo di mete turistiche, è per gli immigrati provenienti dalle sponde africane luogo di tragedia, violenza e morte.
 Splendidi luoghi naturali quali il deserto del Sahara, il monte Sinai e tanti altri sono diventati testimoni di stragi di innocenti per sostenere un sistema politico-economico-culturale sempre più in decadenza.
Perché tanto silenzio intorno a queste vittime della politica delle frontiere? In tempo di crisi c'è chi pensa che parlare di migranti sia inutile. Mai come in questo momento occorre essere tutti uniti per ricreare un nuovo sistema che non lasci nessuno indietro! Essendo una mancata presa di posizione,il silenzio è il peggior complice di questa tragedia e contribuisce ad aumentare la xenofobia.
Promuoviamo il 2 novembre, un evento laico, inter-religioso, internazionale, non-violento, affinchè possa risvegliare la coscienza umana che si oppone alle logiche perverse di coloro che, in nome di un nuovo ordine mondiale, in realtà stanno operando per creare una restaurazione che ci coinvolgerà tutti e ci renderà più poveri e meno liberi.
Bastano pochi secondi con un pensiero, una candela accesa, una parola, un fiore,un piccolo gesto, per far rivivere in questa giornata quelli che sono scomparsi.
In alcune località d'Italia intere comunità si fermeranno per richiamare la nostra attenzione sulle vittime di un sistema mondiale repressivo, nel quale il migrante è diventato il capro espiatorio.
E' il caso di Imola con un appuntamento sul ponte delle acque, organizzato dal comitato primo marzo e dall'associazione Giù le Frontiere: molte persone si ritroveranno  per spargere petali di fiori nel fiume;nel cimitero di Lampedusa (nell'angolo delle vittime senza nome) e nei diversi luoghi di culto in tutta la penisola si potranno depositare fiori e accendere una candela. 
Aderisci anche tu a questa giornata in memoria dei migranti per NON DIMENTICARE MAI.

I CIE galleggianti di Palermo

domenica 25 settembre 2011

Si è svolto oggi, domenica 25 settembre nel pomeriggio, un presidio per chiedere l’immediata liberazione dei migranti detenuti illegalmente sulle navi ormeggiate al porto di Palermo e provenienti da Lampedusa. Dopo aver sostato all’ingresso principale antistante Via Amari, il presidio si è successivamente spostato verso i Cantieri navali.
La Rete Primo Marzo ha sempre denunciato la detenzione dei migranti nei CIE, chiedendone la loro chiusura in quanto violano i diritti umani e non sono compatibili con la Carta Mondiale dei Migranti ratificata a Gorée in Senegal lo scorso febbraio e adottata dal Movimento. Le navi su cui sono attualmente trattenute le persone rappresentano a tutti gli effetti dei CIE “galleggianti”, tanto è vero che nessuno vi può accedere, eccetto parlamentari nazionali e regionali, e le organizzazioni che hanno una convenzione con il Ministero per attività interne.
In continuità con l’iniziativa LasciateCIEntrare nazionale e internazionale che intende reclamare il diritto ad accendere i riflettori su queste strutture e sulle persone che vi sono trattenute, il deputato siciliano Tonino Russo ha potuto accedere alle due navi ancora presenti nel porto. Secondo quanto riferito, i migranti - pare non soltanto di nazionalità tunisina - sarebbero 352, di cui 151 sulla Moby Audacia e 201 sulla Moby Vincent. Tra questi alcuni malati e feriti si trovano attualmente all’ospedale Civico di Palermo. Alle persone non viene fornito nessun oggetto contundente che possa essere utilizzato per atti di autolesionismo.
Purtroppo anche qualsiasi possibilità di comunicazione con l’esterno viene preclusa dal ritiro di tutti i telefoni cellulari. D’altra parte, secondo quanto riferito dallo stesso deputato, alle persone trattenute non viene fornita un’informazione chiara sulla loro destinazione e sul loro futuro.

La Rete Primo Marzo chiede:
- che vengano rispettati i diritti fondamentali delle persone secondo la Carta Mondiale dei
Migranti e il Diritto nazionale e internazionale;
- che venga rispettato il Diritto di libera circolazione;
- che a tutte le persone attualmente trattenute sulla navi venga riservata un’accoglienza
dignitosa e secondo quanto previsto dalla legge;
- che l’informazione possa liberamente circolare dall’esterno all’interno e viceversa;
- che il Governo renda pubblici i contenuti degli accordi di respingimenti con la
Tunisia e con gli altri Paesi di provenienza dei migranti.
 

Carta dei diritti dei Migranti, se ne parla a Cesena

giovedì 7 luglio 2011

È stata scritta dai migranti di tutto il mondo sulla base delle loro esperienze di migrazione. Contiene principi fondamentali quali la libertà di movimento delle persone in tutto il pianeta e il riconoscimento della cittadinanza, fondato sulla residenza e non sulla nazionalità. Si tratta della Carta Mondiale dei Migranti, approvata il 4 febbraio 2011 nell’Isola di Goré, in Senegal, in occasione del Forum Sociale Mondiale.

isola Goré2

Il documento – che è ora oggetto di una campagna mondiale di sensibilizzazione che dovrebbe sfociare in una sua presentazione all’Onu – sarà al centro di un dibattito che si terrà sabato 9 luglio a Cesena, nell’ambito della Festa Democratica Nazionale Immigrazione, dal 1 al 17 luglio.

Partner dell’evento, Afriradio.it, prima web-radio italiana interamente dedicata all’Africa, trasmetterà in diretta l’incontro, a partire dalle ore 21.

Il dibattito sarà moderato da Gabriella Guido, della Rete Primo Marzo. All’incontro interverranno:
  • Jean Léonard Touadi, deputato PD originario del Congo
  • Alex Zanotelli, missionario comboniano ed ex direttore di Nigrizia
  • Marcella Lucidi, responsabile Immigrazione Fondazione Italianieuropei
  • Sarah Klingeberg, Carta Mondiale dei Migranti
  • Edda Pando, rappresentante ARCI
  • Fulvio Vassallo, rappresentante ASGI
  • Stefano Galieni, giornalista del quotidiano “Liberazione”