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Un Paese civile non commette crimini contro l'umanità

sabato 3 luglio 2010

Un appello disperato è arrivato dalla Libia. Quello di 245 profughi eritrei detenuti nel carcere di Misurata che avevano rifiutato di fornire le proprie generalità per timore di essere rimpatriati con la forza ad Asmara. Il loro rifiuto ha scatenato la violenza della polizia libica: sono stati deportati con container in un altro carcere, nel bel mezzo del Sahara. Il rischio di una deportazione di massa è altissimo.
Tra loro ci sono anche una parte degli eritrei respinti dalla marina militare italiana nell’estate 2009. Se fossero arrivati in Italia, probabilmente, avrebbero avuto la protezione umanitaria.
Tutto ciò deve essere fermato, l’Italia deve interrompere i respingimenti in mare. Per questo motivo “Primo marzo – Una giornata senza di noi” raccoglie l’appello di Fortress Europe e Come un uomo sulla terra.
Invitiamo tutti i simpatizzanti e sostenitori di Primo marzo a scrivere immediatamente al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per chiedergli di fermare le violenze e le deportazioni in Libia. Per farlo, cliccate qui e mettete come oggetto: L'Italia deve fermare le violenze e le deportazioni in Libia.

1 commenti:

Maria Mcclain ha detto...

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19 luglio 2010 18:02

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