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Non c'è solo il razzismo: contro il decreto salvaliste e l'azzeramento dell'articolo 18

domenica 7 marzo 2010

La settimana che si è appena conclusa, inaugurata dalle piazze gialle del Primo Marzo e chiusa dal corteo multicolore del No Razzismo Day, avrebbe potuto essere trionfale per noi. Invece è stata "rovinata" da due provvedimenti legislativi di inaudita gravità, provvedimenti che, pur non riguardando direttamente il razzismo e le politiche di immigrazione, hanno molto a che fare con noi del Primo marzo 2010 e richiedono una nostra mobilitazione.
Parliamo del decreto salvaliste (che ha avuto una grande eco) e del disegno di legge 1167-B, approvato quasi in sordina dopo due anni di palleggi, che svuota di significato e portata l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, inaugurando una nuova stagione di accordi privati tra lavoratori e aziende.
Le due vicende ci riguardano perché rimandano alla questione più generale delle leggi e dei diritti che dovrebbero valere per tutti.
Nel nostro documento fondativo, diciamo che la violazione dei diritti rappresenta un danno e un'offesa alla società nel suo complesso e non solo un problema delle singole vittime. Per questo non ci può essere un "noi" contrapposto a "loro" quando si tratta di difendere i diritti. E per questo siamo insieme, italiani e non italiani, vecchi e nuovi cittadini, riuniti nel Primo Marzo 2010 a combattere contro il razzismo e per la giustizia sociale. Ma questa opzione deve valere anche quando la posta in gioco non è più il razzismo e i termini del discorso si invertono. Il tema della visibilità e della rappresentatività degli immigrati è ricorrente, ma troppo spesso svolto come se si trattasse di una questione di marketing (il refrain è "bisogna fare andare avanti gli stranieri per apparire più credibili" e in questa affermazione c'è un razzismo inconsapevole spaventoso). La vera visibilità e la vera rappresentatività ignorano il marketing e i posizionamenti strategici. Sono una conseguenza del coinvolgimento dei migranti nelle riflessioni e nelle problematiche che riguardano quotidianamente ogni cittadino. Oggi passano in particolare anche dalla mobilitazione contro questi provvedimenti iniqui.
Sabato, in piazza, abbiamo il dovere di esserci anche noi.

Coordinamento nazionale Primo Marzo 2010

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Aspettavo questa nota. Condivido pienamente.
selma

8 marzo 2010 00:35
Anonimo ha detto...

si è fatto un gran lavoro per portare tutti ad accorgersi della condizione migrante, e ora vorreste che i migranti scendessero in piazza per queste cose? prima aboliamo la Bossi-Fini, poi ne riparliamo...

11 marzo 2010 00:45

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