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Su ispirazione del salmo 137

sabato 27 febbraio 2010

Lungo fiumi, deserto sabbioso, foresta tropicale, savana arida ci siamo seduti in pianto

Al ricordo struggente della nostra terra;

abbiamo appeso i nostri canti strazianti

sulle palme ombrifere e sui mastodontici baobab.


Oppressori e infami aguzzini

Ci chiedono i nostri silenzi

Dopo averci ridotti in catene,

ci chiedono sottomissione e ci dicono poi

"andatevene a casa vostra"


Potevamo noi ritornare

Quando le nostre ricchezze sono state

Strappate, trafugate, rapinate?

I nostri arti siano rattrappiti

Se non diciamo cose vere.


Possiamo rimanere muti tutta la vita

Se non veniamo per trovare un po' di lavoro

Se non veniamo con la mente aperta.

Abbiamo sperato che l'Italia "parola Aperta"

Potesse accoglierci e riparare all'offesa dall'Occidente recata.


Vi ricordate quando ci avete portato via

In catene su navi stracolme. Vi ricordate quando

Ci avete riempito di gas perniciosi

Vi ricordate quando ci avete colmato

Di veleni di scarico.


Italia, Europa perché continui a disprezzarci

Abbiamo aperto le nostre palme

In segno di pace.

Abbiamo alzato la nostra voce per dirvi che ci siamo anche noi a doverci sfamare con un tozzo di pane



Raffaele Taddeo

1 commenti:

Anonimo ha detto...

This writer is great!

1 marzo 2010 11:07

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